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È incinta e l’impazienza rimastica in silenzio la brama di lei per frutti non di stagione. (Oh sferica, sferica impazienza della luce…
…Il sangue freddo utile nel pesare! I brividi della calma!
Il mal di mare dell’equilibrio!)
Dalla finestra a sinistra la luce soffia su uno dei piattini: forse quello della pietra preziosa. Dall’altro lato bisognerebbe che premesse qualcosa dal quadro "Il giudizio universale", ma la tela galleggia nella cera del muro: i condannati, i salvati, Cristo dentro una ghiandola di fuoco, sono tutti indaffarati con il Diritto.
Ecco, brusco, diritto, l’equilibrio: l’asse parallelo sia con il tavolo che con la cornice del "Giudizio".
Ha l’inclinazione della luce, però, questo quasi-sorriso della ragazza.
Della ragazza che culla in sé la bolla della livella.
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