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Bianca Visitatrice,
che d’improvviso con silente passo
appari sopra l’erbe vespertine,
non mi sgomenta il perentorio dito
fermo nel cenno del fatale invito:
accoglierò sereno
la leggera carezza
delle tue mani d’ombra
quando con un frullar di trepide ali
queste pàlpebre, stanche
di luce sempre effusa sul dolore,
mi chiuderai con un materno gesto:
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